RADICI TENACI
Memorie di Circolo
Memorie di Circolo
Perché vogliamo ricostruire la storia del circolo “Alberone” e perché proprio adesso?
Negli ultimi anni una nuova generazione si è affiancata alla precedente nella gestione del Circolo. Nuovi frequentatori del circolo, molti non del quartiere, vengono per fare teatro, perché fanno parte della squadra di pallone, per seguire un dibattito, o semplicemente per stare in compagnia.
È stato istintivo chiederci cosa fosse questo luogo che li accoglieva, quando e perché fosse stato fondato, se i frequentatori che li avevano preceduti avessero le stesse motivazioni, le stesse aspirazioni o gli stessi problemi. Chi dovessero ringraziare per aver dato vita ormai parecchi decenni or sono a questo luogo che li accoglieva. E chi dovessero ringraziare per averlo mantenuto in vita.
Ci siamo accorti che non era così semplice andare indietro nel tempo. Con le testimonianze orali ci era facile ricostruire la vita del circolo dagli anni ottanta in poi, ma andare più indietro era molto complicato.
Abbiamo iniziato a fare questo lavoro fiduciosi che sarebbe stato facile recuperare almeno le informazioni più oggettive: le date precise di costituzione delle associazioni, gli eventi principali, i nomi delle compagne e dei compagni che più si sono impegnati nella costruzione e nel dare vita a questo luogo. Così non è stato.
Negli ultimi decenni si stanno perdendo velocemente molte delle informazioni che riguardano la vita delle Case del Popolo. Un po’ è inevitabile perché almeno la generazione dei fondatori è quasi completamente scomparsa.
Ma non è solo questo:
con il passaggio da PCI a PDS a DS a PD, molti documenti sono andati persi, come sono andate perse copie di giornali e volantini dai quali si poteva avere un’idea delle attività non solo politiche ma anche ludiche o culturali che i circoli svolgevano nei quartieri.
E negli stessi anni molte Case del Popolo sono state chiuse e con esse si sono persi i documenti che conservavano.
E con la chiusura della biblioteca provinciale “Maccarrone” molte raccolte di giornali sono state mandate direttamente al macero.
E con il trasloco dell’ARCI, proprio in questi mesi, temiamo andranno persi i documenti più vecchi riguardanti i circoli e il risultato di un’indagine storica fatta negli anni novanta.
Noi speriamo sia ancora possibile recuperare molte informazioni, che ci sembra di intuire, anche solo tra qualche anno potrebbero essere perse.
La storia del circolo ha attraversato momenti diversi. L’età dei frequentatori attuali, e anche le attività che si svolgono oggi al circolo sono a volte diverse da quelle di qualche decina di anni fa. Probabilmente queste erano diverse da quelle dei frequentatori degli anni settanta o da quelle della generazione dei fondatori. Probabilmente anche le aspirazioni o le motivazioni politiche sono cambiate in questi anni e probabilmente in periodi diversi il circolo ha risposto a problemi sociali diversi.
Quello che siamo sicuri di rintracciare in ogni periodo è la voglia di dare vita a un luogo che permetta ad ognuno di andare oltre i propri limiti individuali, la voglia di realizzare i propri progetti ricreativi, culturali o politici. Siamo sicuri di ritrovare in questa storia anche la presenza di alcuni valori, declinati o enunciati con parole diverse, ma fondamentalmente molto simili, che parlano di solidarietà e condivisione.
Siamo sicuri che la presenza di questo luogo sia un riferimento fondamentale, in passato come oggi, per molti suoi frequentatori.
Riteniamo che luoghi come questo siano necessari, soprattutto oggi in cui le risposte alle esigenze culturali e di socialità sono sempre più affidate a strutture private e commerciali. La vitalità del Circolo ne è una dimostrazione quotidiana.
Per questo, guardando indietro, la storia di chi dal nulla, da un campo con un rudere distrutto dalla guerra con un grosso albero, ha dato vita a questo luogo, ci sembra una storia incredibile di cui vogliamo tenere traccia.
Negli anni novanta, l’ARCI incaricò Sondra Cerrai di fare una ricerca sulla storia della nascita delle Case del Popolo nella piana pisana, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Furono organizzati incontri in tutti i circoli, con la partecipazione di molti dei fondatori a quel tempo ancora vivi.
La Biblioteca Serantini ha conservato parte del materiale del vecchio archivio del PCI e anche qualche raccolta di quotidiani della Biblioteca Maccarrone prima che andassero perduti.
Ringraziamo Sondra Cerrai e Franco Bertolucci della Biblioteca Serantini per la loro disponibilità.
Ringraziamo Mario Dell’Ira, Mauro Falchi e Giuliano Raglianti per i loro racconti e ringraziamo in anticipo tutti quelli che ci porteranno foto, ci lasceranno interviste, e ci racconteranno storie sul circolo.
Ringraziamo Caterina Leotta e Sara Jane Arcamone per l’aiuto nella preparazione della mostra.
Ringraziamo soprattutto le compagne e i compagni del Circolo che ci hanno preceduto. Ringraziamo ovviamente chi ha speso tempo, energie, a volte denaro, per costruire e per dare vita al circolo che ci ospita. In questo caso però, in modo un po’ utilitaristico, ci interessa ringraziare in modo particolare gli estensori dei verbali e tutti coloro che hanno speso tempo e attenzione nel conservare foto e documenti del circolo. Un lavoro spesso ingrato e noioso, di cui abbiamo avuto modo di apprezzare l’importanza.